Istituto Per La Cura Della Persona

tratto da EDUCARE ALLA RELAZIONE – Angela Albanese

Gabriele Vacis crea l’Istituto per la Cura della Persona con Roberto Tarasco, Barbara Bonriposi (Anto­nia Spaliviero) e un vasto gruppo di collaboratori e di specialisti che li hanno supportati in questi anni. Insieme cercano di comprendere, far comprendere e mettere in atto l’articolazione della pratica teatrale non più solo come momento di creazione di forme artistiche, ma come luogo di integrazione sociale e interculturale, luogo di inclusione di ogni forma di disabilità e diversità. Sono molteplici le attività svolte dall’Istituto, considerato anche dal Ministero per i beni e le attività culturali quale progetto pilota a livello nazionale: i seminari e il lavoro congiunto con medici, psicologi, psichiatri, psicoterapeuti, studiosi e ricercatori, con operatori dei servizi sociali e sanitari; i numerosissimi laboratori nelle scuole culminanti in momenti performativi. […]

“Siamo partiti per conoscere un fenomeno – racconta Vacis – e abbiamo finito, in più di mille colloqui finora, per conoscere delle persone”. Pur nella loro differente articolazione, le molte attività dell’Istitu­to convergono però tutte verso un unico intento: l’educazione alla consapevolezza di sé e dell’altro, l’educazione all’ascolto non eroso dall’abitudine, non mediato dall’opinione pregiudicante, l’educazione alla relazione, senza la quale nessuna cura, in nessun luogo, può neanche avere inizio. Le pratiche del teatro che si prendono cura della persona da sempre, possono supportare la socialità, la medicina, l’educazione, perché non sono solo gli attori ad aver bisogno di una conoscenza profonda di sé stessi e degli altri per stare in scena, ma tutte le persone ne hanno bisogno per stare al mondo.